Accordo transfrontaliero Ticino – Italia per la discarica di rifiuti inerti

Questo accordo serve a snellire le pratiche di sdoganamento. Per il Canton Ticino, gravato dalla mancanza di cave per lo smaltimento dei rifiuti inerti, significa nuovi spazi di manovra. Per l’Italia, un interesse anche economico. E’ un esempio di accordo dove entrambe le parti ci guadagnano.

Presenti al tavolo per la firma dell’accordo l’assessore all’ambiente Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia Claudia Maria Terzi, il consigliere di stato del Cantone Ticino Claudio Zali,  il segretario della regio Insubrica Giampiero Gianella,  e il  presidente della provincia del Verbano Cusio Ossola, Stefano Costa.

Rappresentando la Foldtani sezione Svizzera,  tengo i contatti con il Cantone ed i clienti Svizzeri, mentre Foldtani Italia segue la burocrazia italiana e gestisce le cave.

Il testo dell’accordo firmato ieri, 12 marzo 2015 proprio a due passi da casa (Mezzana é tra Chiasso e Mendrisio, circa 4km da dove abito, ed é la sede della scuola agraria cantonale).

 

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logo regione lombardia, canton ticino, insubria

 

 

 

Regione Lombardia

Repubblica e Cantone Ticino

 

 

INTESA DI COORDINAMENTO TRANSFRONTALIERO PER LA GESTIONE DEi MATERIALI INERTI FRA LA REGIONE LOMBARDIA E IL CANTONE TICINO

 

La Regione Lombardia,

la Repubblica e Cantone Ticino, (in seguito le Parti)

 

nell’intento di facilitare ii traffico transfrontaliero dei materiali inerti per l’edilizia (sabbia e ghiaia) dalla Lombardia verso il Ticino e del materiale di scavo non inquinato (terra e rocce) e dei rifiuti edili di origine minerale (rifiuti misti dell’attivita di costruzione e demolizione) dal Ticino verso la Lombardia,

 

richiamata la Convenzione quadro europea sulla cooperazione transfrontaliera delle collettivita o autorita territoriali del 21 maggio 1980,

 

richiamato altresi l’Accordo quadro tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica ltaliana per la cooperazione transfrontaliera delle collettivita ed autorita regionali e locali del 24 febbraio 1993,

 

convengono quanto segue:

 

Articolo 1 Scopo dell’intesa

 

La presente Intesa mira ad instaurare e a sviluppare la collaborazione transfrontaliera nell’ambito della gestione dei materiali inerti per l’edilizia (sabbia e ghiaia) dalla Lombardia verso ii Ticino e del materiale di scavo non inquinato (terra e rocce) e dei rifiuti edili di origine minerale (rifiuti misti dell’attivita di costruzione e demolizione) dal Ticino verso la Lombardia, comunque già operate nel rispetto di quanto disposto dal regolamento (CE) 1013/2006. Le definizioni dei materiali oggetto della presente Intesa derivano dalle specifiche norme di settore cui sottostanno le parti contraenti (Direttiva UFAM 31-06 per la parte svizzera, D.Lgs. 152/2006 e D.M. 161/2012 per la parte italiana).

 

 

Articolo 2

Territorio considerato dall’intesa

 

Esso é applicabile sull’intero territorio di tutte le parti contraenti.

 

Impegno

 

  • Le Parti si impegnano ad adottare sul proprio territorio, nei limiti delle proprie attribuzioni, le seguenti misure necessarie per la realizzazione degli obiettivi considerati nell’intesa:
    1. nell’ambito della cooperazione transfrontaliera, promuovere gli scambi commerciali in relazione ai materiali inerti per l’edilizia (sabbia e ghiaia) dall’ltalia verso ii Ticino ed al materiale di scavo non inquinato (terra e rocce) e dei rifiuti edili di origine minerale (rifiuti misti dell’attivita di costruzione e demolizione) dal Ticino verso l’ltalia;
    2. consentire, per quanto di loro competenza, ii transito di tali materiali da tutti i valichi di frontiera, anche ferroviari, nell’ottica della razionalizzazione dei trasporti e della riduzione degli impatti ambientali e dei costi;
    3. agevolare, per quanto di loro competenza, lo sdoganamento degli stessi materiali tramite la semplificazione delle procedure e l’adozione di processi amministrativi efficienti (procedura telematica del regime delle esportazioni, ECS) in tutti i valichi di frontiera:
    4. favorire il riutilizzo de! materiale di scavo non inquinato (terra e rocce) e dei rifiuti edili di origine minerale (rifiuti misti dell’attivita di costruzione e demolizione) prodotti in Ticino nell’ambito del ripristino di cave dismesse o di altre operazioni di recupero di materia ubicate in Italia in prossimita della frontiera, nello spirito di un uso parsimonioso delle risorse e per una coerente politica di protezione

 

 

  • Esse si impegnano inoltre a non ostacolare gli obiettivi comuni considerati dalla presente intesa.

 

 

 

 

Articolo 4

Modalità operative

 

  • Le Parti s’impegnano a concertarsi nell’ambito di tutti i problemi locali di vicinato riguardanti la gestione del materiale di scavo non inquinato (terra e rocce) e dei rifiuti edili di origine minerale (rifiuti misti dell’attivita di costruzione e demolizione).
  • A tal fine, esse istituiscono un gruppo di concertazione, qui di seguito chiamato gruppo, nel quale sono rappresentati i servizi tecnici competenti di ogni
  • II compito del gruppo e di definire le procedure di gestione e controllo, assicurare lo scambio di informazioni, la concertazione e la consultazione tra i suoi membri, per le materie oggetto def presente accordo. I servizi tecnici rappresentati nel gruppo prowedono a trasmettere al medesimo tutte le informazioni necessarie per ii raggiungimento del suo scopo e a consultarsi in seno ad esso prima di adottare decisioni o misure nelle suddette materie.
  • I servizi rappresentati nel gruppo sono autorizzati ad eseguire i controlli secondo le modalita definite dal gruppo.
  • II gruppo avra cura di comporre le eventuali controversie tra le Parti in via bonari
  • Ogni Parte puo investire ii gruppo ogni volta reputi che l’accordo non sia stato appli Se le parti non giungono ad un accordo, possono ricorrere ad una commissione di conciliazione incaricata di controllare ii rispetto degli impegni.

 

Disposizioni finali

 

  • Nel rispetto di quanto previsto dall’art.6 della legge 131/2003, si fa riserva di estendere la presente Intesa alla Regione Piemonte e alle Province di Novara e del Verbano Cusio Ossola, in base alle rispettive competenze mediante firma di un atto aggiuntivo al presente.
  • La presente Intesa non pregiudica la validita di altri accordi bilaterali o multilaterali sottoscritti dalle Parti, su iniziativa del Cantone
  • Essa ha effetto con la sottoscrizione di tutte le Parti ed i relativi costi che potranno derivare dall’atto saranno a carico delle stesse Parti
  • La presente Intesa puo essere ridiscussa e/o sospesa qualora una delle Parti ne dovesse fare espressa ri
  • Le Parti informeranno ii Segretario Generale del Consiglio d’Europa, l’Ufficio federale dell’ambiente , l’Amministrazione federale delle dogane e l’Agenzia delle dogane della conclusione di questa Intesa e gliene trasmetteranno ii
  • La presente Intesa si applica nel pieno rispetto degli Ordinamenti e delle legislazioni vigenti nei rispettivi Paesi, nonche degli obblighi internazionali reciprocamente assunti e di quelli derivanti dall’appartenenza dell’ltalia all’Unione Europea e, in particolare per la Lombardia, conformemente a quanta dispone la normativa vigente in materia di utilizzo delle terre e rocce da scavo, di cui al decreto Ministero dell’Ambiente 10 agosto 2012, n.

 

 

La presente Intesa non ha scadenza, fatta salva la possibilita per le Parti di awalersi di quanta previsto al Comma 4 del presente Articolo.

 

Fatta a Mezzana I Balerna (CH) ii 12 marzo 2015, in tre originali in lingua ltaliana.

 

 

Per le Parti:

Claudio Zali, Claudia Maria Terzi

 

 

REPUBBLICA E CANTONE TICINO IL CONSIGLIO DI STATO

LA REGIONE LOMBARDIA

 

 

II Consigliere di Stato                                                             L’Assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile

 

 

 

Asfalto – un rifiuto inerte in Svizzera e in Italia

geologia-ambientale-desio-3

 

E’ interessante osservare la differenza riguardo il trattamento dell’asfalto tra Svizzera e Italia:

Español: Fotografía de asfalto
Asfalto usato per il rivestimento del manto stradale

Qui in Svizzera l’asfalto “(fresatura e demolizione di rivestimenti stradali);” é considerato materiale edile inerte e quindi si puo’ buttare via in discarica senza problemi mi pare di aver capito “possono essere depositati senza ulteriore
trattamento in una discarica per materiali inerti.”

Rifiuti edili inerti
I rifiuti edili inerti sono rifiuti che possono essere depositati senza ulteriore
trattamento in una discarica per materiali inerti.
Questo tipo di rifiuto è suddiviso in quattro gruppi principali:

  • asfalto (fresatura e demolizione di rivestimenti stradali);

• materiale di demolizione stradale (ghiaia e strati legati idraulicamente
contenenti, in piccole quantità, materiale terroso inorganico, selci, pietre
o porfidi di lastricature, selciati o bordure, oppure calcestruzzo);
• calcestruzzo (cemento armato e non);
• materiale di demolizione misto (frazioni di conglomerato minerale
di parti massicce di costruzioni come calcestruzzo, opere di muratura
in cotto, in mattoni silicocalcari o pietre naturali, provenienti
in particolare dalla demolizione pianificata).

(fonte: Piano Gestione Rifiuti Canton Ticino, Svizzera)

Ma per essere piu’ precisi, nel testo della legge federale sui rifiuti  si legge

“i rifiuti non devono contenere asfalto di demolizione con un tenore di

idrocarburi aromatici policiclici (PAH) superiore a 250 mg al kg;”
(per valori superiori, l’asfalto é considerato una sostanza reattiva)


Ma com’é in Italia? Francesco Nicolodi mi dice:

Italia
Italia (Photo credit: Shht!)

“In Italia solo la demolizione è considerata inerte, mentre il fresato è considerato pericoloso. Però noi l’asfalto lo avviamo al 95 % al riciclaggio, e solo sui piccoli lavori diventa rifiuto da discarica…In Italia si parla di IPA e non di PAH; comunque i valori di tolleranza sono simili”

Il problema della definizione e della gestione dell’asfalto, o meglio, del fresato d’asfalto sembra comunque complesso:

“…Conosciuto come materiale da scarifica stradale, costituito in parte da inerti ed in parte da bitume, accende continue diatribe sulla relativa qualificazione giuridica: rifiuto o sottoprodotto?” (fonte: ambiente.it)

Per ragguagli e informazioni generali sulla gestione dei rifiuti in Svizzera, si consiglia anche il sito rifiuti.ch

sito informativo svizzero sulla gestione dei rifiuti

 

Ecco l’UFAM, l’Ufficio Federale dell’Ambiente di Berna: la pagina sui rifiuti.

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UFAM, uffico Federale Ambinte, rifiuti

Rifiuti inerti edili – normativa Canton Ticino, Svizzera

In Italia, la recente normativa che regola la gestione dei rifiuti inerti (decreto legislativo 161/2012) é molto severa. A volte sorge perfino il dubbio che allo stadio attuale favorisca l’illegalità.Ma a quanto pare, tutto il mondo é paese, e da noi in Ticino,pare che gli abusi nel campo dello smaltimento dei rifiuti edili siano molto comuni, come si capisce da un recente articoletto apparso sul quotidiano “20 minuti”.

Abuso con rifiuti inerti edili in canton ticino

Facciamo luce ora  su quale sia la legge nel canton Ticino, in Svizzera.

Per prima cosa, l’ordinaza federale tecnica sui rifiuti del 1990 (OTR 814.600) é la legge che regolamenta la gestione dei rifiuti

Questa legge é ben spiegata nel documento ufficiale del Piano di Gestione dei Rifiuti delGoverno del Canton Ticino che qui riprendiamo:

L’Ordinanza tecnica sui rifiuti (OTR) considera 4 categorie di scarti provenienti dal settore dell’edilizia:

  • materiale di scavo
  • rifiuti edili inerti
  • altri rifiuti edili
  • rifiuti speciali

 

Prendiamo ora singolarmente le singole categorie, nel documento cantonale si legge:

Materiale di scavo
L’OTR esige che il materiale di scavo non inquinato venga riciclato recuperando lo strato di humus e le frazioni di ghiaia e di sabbia, previa separazione.

Quando il riciclaggio diretto non è possibile devono essere prese in considerazione le seguenti possibilità:
• deposito provvisorio in vista di utilizzare più tardi il materiale nella regione;
• trasporto per utilizzare il materiale in un’altra regione;
• riempimento di scavi antecedenti al fine di ricreare un’area coltivabile;
• riporti di terra effettuati nell’interesse della protezione della natura e del paesaggio o del mantenimento di superfici boschive.

Se non vi è possibilità, questo materiale deve essere depositato in una discarica per materiali inerti.
La Direttiva dell’Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP) sul materiale di scavo del giugno 1999 definisce la qualità e le modalità di smaltimento del materiale di scavo non inquinato, inquinato in modo tollerabile e di quello inquinato.

 

Rifiuti edili inerti

I rifiuti edili inerti sono rifiuti che possono essere depositati senza ulteriore trattamento in una discarica per materiali inerti.
Questo tipo di rifiuto è suddiviso in quattro gruppi principali:
asfalto (fresatura e demolizione di rivestimenti stradali);
materiale di demolizione stradale (ghiaia e strati legati idraulicamente contenenti, in piccole quantità, materiale terroso inorganico, selci, pietre o porfidi di lastricature, selciati o bordure, oppure calcestruzzo);
calcestruzzo (cemento armato e non);
materiale di demolizione misto (frazioni di conglomerato minerale di parti massicce di costruzioni come calcestruzzo, opere di muratura in cotto, in mattoni silicocalcari o pietre naturali, provenienti in particolare dalla demolizione pianificata)

Anche per questo tipo di rifiuto, è necessario chiarire se il riciclaggio è possibile tecnicamente e sopportabile dal profilo economico (art. 12 OTR “Obbligo di riciclare”).

 

Altri rifiuti edili
Questa categoria di rifiuti contiene una frazione riciclabile (legname, metalli, plastiche) e una non riciclabile.
L’OTR dispone che:
• la frazione riciclabile deve essere destinata al riciclaggio;
• la frazione combustibile deve essere smaltita in un impiantod’incenerimento adeguato;
• i rifiuti che non sono ulteriormente separabili, a meno di ricorrere a provvedimenti sproporzionati, vanno depositati in una discarica reattore.


Rifiuti speciali
I rifiuti che a causa delle loro proprietà potrebbero diventare pericolosi se non
convenientemente smaltiti o essere sottoposti ad un trattamento particolare
o ad uno speciale riciclaggio devono essere separati sul cantiere e consegnati
agli smaltitori autorizzati per evitare l’indesiderato mescolamento con altri
rifiuti privi di sostanze nocive.


Ed ecco alcuni dettagli della legge federale riguardo i rifiuti inerti edili:

L’allegato 1 cifra 12 dell’OTR definisce invece i rifiuti edili che possono essere
depositati in una discarica per materiali inerti:
Ordinanza tecnica sui rifiuti

12 Rifiuti edili
1 I rifiuti edili possono essere depositati in una discarica per materiali
inerti se soddisfano le seguenti esigenze:
a. detti rifiuti non devono essere mescolati a rifiuti speciali;
b. devono essere costituiti per almeno il 95 per cento del peso
da materiale sassoso o simile alle rocce come calcestruzzo, tegole,
cemento d’amianto, vetro, calcinacci o materiale proveniente
dal rifacimento di strade;
c. devono essere previamente liberati da metalli, materie plastiche,
carta, legno e tessili nella massima misura possibile dal punto di vista
tecnico e dell’esercizio e sopportabile sotto il profilo economico.
2 Nelle discariche per materiali inerti può essere depositato materiale
di scavo e di sgombero non inquinato, a condizione che tale materiale
non possa essere riutilizzato per l’agricoltura.
Oltre all’OTR vi sono le seguenti istruzioni, raccomandazioni e direttive
per la gestione dei cantieri e dei rifiuti edili, destinate alle autorità esecutive e
di vigilanza:
• direttiva UFAFP per il riciclaggio dei rifiuti edili minerali del
luglio 1997;
• direttiva UFAFP per il riciclaggio, il trattamento e il deposito di
materiale di scavo (Direttiva sul materiale di scavo) del giugno 1999;
• raccomandazione UFAFP del 2000 concernente i rifiuti ammessi in
discariche per materiali inerti;
• istruzioni UFAFP sull’esame e riciclaggio del materiale di sterro del
dicembre 2001;
• direttiva UFT e UFAFP del 2002 sul materiale di scavo dei binari;
• direttiva UFAFP del 2002 sulla protezione dell’aria sui cantieri edili;
• istruzioni UFAFP del 2003 sulla gestione dei rifiuti e dei materiali
generati da progetti soggetti e non soggetti all’EIA;
• direttiva UFAFP del 2003 sulle masse di sigillatura dei giunti
contenenti PCB;
• raccomandazione UFAFP del maggio 2004 concernente
lo smaltimento del conglomerato bituminoso della demolizione di
strade;
• raccomandazione SIA 430 del 1993 concernente la gestione
dei rifiuti di cantiere nell’ambito di nuove costruzioni, riattazioni
e demolizioni.
Dal 1° di gennaio 2006 è in vigore la Legge cantonale di applicazione della
Legge federale sulla protezione dell’ambiente (LALPAmb) e il Regolamento
d’applicazione dell’Ordinanza tecnica sui rifiuti (ROTR), nel quale il tema
dei rifiuti edili è regolato agli articoli 8 (norme applicabili), 9 (discariche per
materiali inerti) e 10 (tariffe di deposito).