Geotermia profonda in Svizzera: end of the game

Mi sveglio con la notizia piu’ temuta ma in fondo che molti (io compreso) si aspettavano: la perforazione che ha raggiunto i 4450m di profondità ha provocato un sisma di magnitudo 3.6 percepito anche dalla popolazione.

Questo segna la fine dei tentativi di sfruttare questa tecnologia almeno in Svizzera. Dopo il sisma di Basilea, e ora questo, sarà praticamente impossibile ai politici svizzeri trovare un appoggio dalla popolazione e dai finanziatori. Il progettto é costato 80 milioni di franchi, 12 milioni solo per la sismica 3D. hanno fatto le cose bene, sono stati precisi, aperti, trasparenti, tecnologicamente la punta di diamante in Svizzera… ma la natura fa quelloc he vuole. Soprattutto a grandi profondità, ma in fondo solo a 4000m, le rocce sono ancora soprattutto fragili e rompendosi si spaccano con fragore: origine del terremoto appunto.

Quando si perde, si dice, bisogna almeno non perdere la lezione. Sarà interessante cioé capire cosa ha causato esattamente il sisma (fracking? O semplici dinamica delle rocce?).

Ma il risultato non cambierà, it’s over.

Tra pochi giorni l’annuncio sarà ufficiale.

Sito del progetto di geotermia profonda della città di San Gallo

 

Eccomi sul sito della perforazione due mesi fa, maggio 2013
Eccomi sul sito della perforazione due mesi fa, maggio 2013

GIS and GIS again

Un portale pubblico che usa ArcGIS - pericoli naturali

If I had to advice on a single book to learn quickly ArcGIS desktop, this is it: I found it very valuable although outdated since the present version is of ArcGIS is the 10.1 and the book was made for ArcGIS 9:

Here a good video on Georefencing data that I embed in this post in order to keep it at hand.

http://video.esri.com/iframe/628/000000/width/720/0/00:00:00

 

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Appsterdam Milano

Geeks aMilano

AppsterdamTalk AppsterdamTalk-2 milan-centre-by-night milan-stock-market-exchange-entrance

Giovani e in gamba, cosi’ sono questi talenti, tutto Apps, Python, software slang e web development. Volete farvi una vera App con dei professionisti? Eccoveli.

Personalmente partecipo a queste serate a Milano per imparare e restare un po’ aggiornato con gli sviluppi teconologici piu’ recenti. Mi rendo anche conto di quanto complesso sia questo nuovo mondo virtuale, cosi’ mutevole e sfuggente, oggi c’é una tecnologia di punta, ora non c’é piu’ (ad esempio Flash).

La serata si svolge nel centro, vicino alla borsa di Milano e nella sede della veespo.com, anch’essa una start-up dal notevole potenziale (un fornitore di opinioni “volanti” da usare in apps su dispositivi mobili e non).

Eccovi delle presentazioni di temi affrontati durante alcune serate.

Tutti possono unirsi al gruppo Appsterdam tramite questo collegamento offerto tramite Meetup. ================

Appsterdam was founded a few years back by a former Apple employee (he created one of the first apps) in Amsterdam. Soon, other Appsterdam have appeared in other locations and one is in Milan.

I attend their interesting meetings now and then in the centre of Milan, not far from the Milan Stock Market. Appsterdam events are taking place in the office of the startup veespo.com . Most people I met are young, dynamic and enthusiastic people and they are absolutely noteworthy to follow.

Anybody can join the group at Meetup.

Below are some presenations held during their “serious” events. Casual meetings for a held each Monday, instead.

http://www.slideshare.net/AppsterdamMilan/slideshelf

 

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Siamo su IL GIORNO

Un bell’articolo su di noi della Union5.org di cui ne faccio parte come sandrostudio.com.

Siamo contenti perché in mezzo a tante difficoltà vediamo che la strada é quella giusta. Pensiamo che la geologia in generale,e la geotermia in particolare, sia una delle strade percorribili oggi e che noi geologi possiamo dare il nostro contributo, in Italia e in Svizzera, nel mondo.

In piu’ Francesco (Francesco Nicolodi) é una persona meravigliosa e un bravo collega , sempre positivo e sempre rivolto all’ambiente come risorsa da conservare e rivalutare.

Ecco l’articolo: articolo Foldtani-fullpage

articolo Foldtani-fullpage unio5-articolo-giornale-giorno-26-gennaio-2013

 

Asfalto – un rifiuto inerte in Svizzera e in Italia

geologia-ambientale-desio-3

 

E’ interessante osservare la differenza riguardo il trattamento dell’asfalto tra Svizzera e Italia:

Español: Fotografía de asfalto
Asfalto usato per il rivestimento del manto stradale

Qui in Svizzera l’asfalto “(fresatura e demolizione di rivestimenti stradali);” é considerato materiale edile inerte e quindi si puo’ buttare via in discarica senza problemi mi pare di aver capito “possono essere depositati senza ulteriore
trattamento in una discarica per materiali inerti.”

Rifiuti edili inerti
I rifiuti edili inerti sono rifiuti che possono essere depositati senza ulteriore
trattamento in una discarica per materiali inerti.
Questo tipo di rifiuto è suddiviso in quattro gruppi principali:

  • asfalto (fresatura e demolizione di rivestimenti stradali);

• materiale di demolizione stradale (ghiaia e strati legati idraulicamente
contenenti, in piccole quantità, materiale terroso inorganico, selci, pietre
o porfidi di lastricature, selciati o bordure, oppure calcestruzzo);
• calcestruzzo (cemento armato e non);
• materiale di demolizione misto (frazioni di conglomerato minerale
di parti massicce di costruzioni come calcestruzzo, opere di muratura
in cotto, in mattoni silicocalcari o pietre naturali, provenienti
in particolare dalla demolizione pianificata).

(fonte: Piano Gestione Rifiuti Canton Ticino, Svizzera)

Ma per essere piu’ precisi, nel testo della legge federale sui rifiuti  si legge

“i rifiuti non devono contenere asfalto di demolizione con un tenore di

idrocarburi aromatici policiclici (PAH) superiore a 250 mg al kg;”
(per valori superiori, l’asfalto é considerato una sostanza reattiva)


Ma com’é in Italia? Francesco Nicolodi mi dice:

Italia
Italia (Photo credit: Shht!)

“In Italia solo la demolizione è considerata inerte, mentre il fresato è considerato pericoloso. Però noi l’asfalto lo avviamo al 95 % al riciclaggio, e solo sui piccoli lavori diventa rifiuto da discarica…In Italia si parla di IPA e non di PAH; comunque i valori di tolleranza sono simili”

Il problema della definizione e della gestione dell’asfalto, o meglio, del fresato d’asfalto sembra comunque complesso:

“…Conosciuto come materiale da scarifica stradale, costituito in parte da inerti ed in parte da bitume, accende continue diatribe sulla relativa qualificazione giuridica: rifiuto o sottoprodotto?” (fonte: ambiente.it)

Per ragguagli e informazioni generali sulla gestione dei rifiuti in Svizzera, si consiglia anche il sito rifiuti.ch

sito informativo svizzero sulla gestione dei rifiuti

 

Ecco l’UFAM, l’Ufficio Federale dell’Ambiente di Berna: la pagina sui rifiuti.

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UFAM, uffico Federale Ambinte, rifiuti

Rifiuti inerti edili – normativa Canton Ticino, Svizzera

In Italia, la recente normativa che regola la gestione dei rifiuti inerti (decreto legislativo 161/2012) é molto severa. A volte sorge perfino il dubbio che allo stadio attuale favorisca l’illegalità.Ma a quanto pare, tutto il mondo é paese, e da noi in Ticino,pare che gli abusi nel campo dello smaltimento dei rifiuti edili siano molto comuni, come si capisce da un recente articoletto apparso sul quotidiano “20 minuti”.

Abuso con rifiuti inerti edili in canton ticino

Facciamo luce ora  su quale sia la legge nel canton Ticino, in Svizzera.

Per prima cosa, l’ordinaza federale tecnica sui rifiuti del 1990 (OTR 814.600) é la legge che regolamenta la gestione dei rifiuti

Questa legge é ben spiegata nel documento ufficiale del Piano di Gestione dei Rifiuti delGoverno del Canton Ticino che qui riprendiamo:

L’Ordinanza tecnica sui rifiuti (OTR) considera 4 categorie di scarti provenienti dal settore dell’edilizia:

  • materiale di scavo
  • rifiuti edili inerti
  • altri rifiuti edili
  • rifiuti speciali

 

Prendiamo ora singolarmente le singole categorie, nel documento cantonale si legge:

Materiale di scavo
L’OTR esige che il materiale di scavo non inquinato venga riciclato recuperando lo strato di humus e le frazioni di ghiaia e di sabbia, previa separazione.

Quando il riciclaggio diretto non è possibile devono essere prese in considerazione le seguenti possibilità:
• deposito provvisorio in vista di utilizzare più tardi il materiale nella regione;
• trasporto per utilizzare il materiale in un’altra regione;
• riempimento di scavi antecedenti al fine di ricreare un’area coltivabile;
• riporti di terra effettuati nell’interesse della protezione della natura e del paesaggio o del mantenimento di superfici boschive.

Se non vi è possibilità, questo materiale deve essere depositato in una discarica per materiali inerti.
La Direttiva dell’Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP) sul materiale di scavo del giugno 1999 definisce la qualità e le modalità di smaltimento del materiale di scavo non inquinato, inquinato in modo tollerabile e di quello inquinato.

 

Rifiuti edili inerti

I rifiuti edili inerti sono rifiuti che possono essere depositati senza ulteriore trattamento in una discarica per materiali inerti.
Questo tipo di rifiuto è suddiviso in quattro gruppi principali:
asfalto (fresatura e demolizione di rivestimenti stradali);
materiale di demolizione stradale (ghiaia e strati legati idraulicamente contenenti, in piccole quantità, materiale terroso inorganico, selci, pietre o porfidi di lastricature, selciati o bordure, oppure calcestruzzo);
calcestruzzo (cemento armato e non);
materiale di demolizione misto (frazioni di conglomerato minerale di parti massicce di costruzioni come calcestruzzo, opere di muratura in cotto, in mattoni silicocalcari o pietre naturali, provenienti in particolare dalla demolizione pianificata)

Anche per questo tipo di rifiuto, è necessario chiarire se il riciclaggio è possibile tecnicamente e sopportabile dal profilo economico (art. 12 OTR “Obbligo di riciclare”).

 

Altri rifiuti edili
Questa categoria di rifiuti contiene una frazione riciclabile (legname, metalli, plastiche) e una non riciclabile.
L’OTR dispone che:
• la frazione riciclabile deve essere destinata al riciclaggio;
• la frazione combustibile deve essere smaltita in un impiantod’incenerimento adeguato;
• i rifiuti che non sono ulteriormente separabili, a meno di ricorrere a provvedimenti sproporzionati, vanno depositati in una discarica reattore.


Rifiuti speciali
I rifiuti che a causa delle loro proprietà potrebbero diventare pericolosi se non
convenientemente smaltiti o essere sottoposti ad un trattamento particolare
o ad uno speciale riciclaggio devono essere separati sul cantiere e consegnati
agli smaltitori autorizzati per evitare l’indesiderato mescolamento con altri
rifiuti privi di sostanze nocive.


Ed ecco alcuni dettagli della legge federale riguardo i rifiuti inerti edili:

L’allegato 1 cifra 12 dell’OTR definisce invece i rifiuti edili che possono essere
depositati in una discarica per materiali inerti:
Ordinanza tecnica sui rifiuti

12 Rifiuti edili
1 I rifiuti edili possono essere depositati in una discarica per materiali
inerti se soddisfano le seguenti esigenze:
a. detti rifiuti non devono essere mescolati a rifiuti speciali;
b. devono essere costituiti per almeno il 95 per cento del peso
da materiale sassoso o simile alle rocce come calcestruzzo, tegole,
cemento d’amianto, vetro, calcinacci o materiale proveniente
dal rifacimento di strade;
c. devono essere previamente liberati da metalli, materie plastiche,
carta, legno e tessili nella massima misura possibile dal punto di vista
tecnico e dell’esercizio e sopportabile sotto il profilo economico.
2 Nelle discariche per materiali inerti può essere depositato materiale
di scavo e di sgombero non inquinato, a condizione che tale materiale
non possa essere riutilizzato per l’agricoltura.
Oltre all’OTR vi sono le seguenti istruzioni, raccomandazioni e direttive
per la gestione dei cantieri e dei rifiuti edili, destinate alle autorità esecutive e
di vigilanza:
• direttiva UFAFP per il riciclaggio dei rifiuti edili minerali del
luglio 1997;
• direttiva UFAFP per il riciclaggio, il trattamento e il deposito di
materiale di scavo (Direttiva sul materiale di scavo) del giugno 1999;
• raccomandazione UFAFP del 2000 concernente i rifiuti ammessi in
discariche per materiali inerti;
• istruzioni UFAFP sull’esame e riciclaggio del materiale di sterro del
dicembre 2001;
• direttiva UFT e UFAFP del 2002 sul materiale di scavo dei binari;
• direttiva UFAFP del 2002 sulla protezione dell’aria sui cantieri edili;
• istruzioni UFAFP del 2003 sulla gestione dei rifiuti e dei materiali
generati da progetti soggetti e non soggetti all’EIA;
• direttiva UFAFP del 2003 sulle masse di sigillatura dei giunti
contenenti PCB;
• raccomandazione UFAFP del maggio 2004 concernente
lo smaltimento del conglomerato bituminoso della demolizione di
strade;
• raccomandazione SIA 430 del 1993 concernente la gestione
dei rifiuti di cantiere nell’ambito di nuove costruzioni, riattazioni
e demolizioni.
Dal 1° di gennaio 2006 è in vigore la Legge cantonale di applicazione della
Legge federale sulla protezione dell’ambiente (LALPAmb) e il Regolamento
d’applicazione dell’Ordinanza tecnica sui rifiuti (ROTR), nel quale il tema
dei rifiuti edili è regolato agli articoli 8 (norme applicabili), 9 (discariche per
materiali inerti) e 10 (tariffe di deposito).

Corso Rocce e Terre da Scavo alla Foldtani.it

Nuova Normativa 161/2012 con importanti novità per l’utilizzo degli scavi inerti dei cantieri in Italia

 

Partecipando all’interessantissimo corso sulla nuova normativa italiana (DM 162/12) che regola l’uso delle terre e rocce da scavo ieri presso la Foldtani.it di Desio ho potuto conoscere da vicino una regolamentazione precisa e attenta alla salvaguardia dell’ambiente.

L’intenzione dei legislatori é chiara, ma come Francesco Nicolodi giustamente ha fatto notare, la normativa é pensata per i grandi cantieri e le grandi opere e penalizza i piccoli che si vedranno anche decuplicati i costi per le pratiche di sgombro dei materiali di scavo.

corso di aggiornamento per geologia alla Foldatni.it, tema corso e rocce da scavo
Francesco Nicolodi della Foldtani.it mentre si appresta a spiegarci estesemente e con molti esempi pratici tratti dalla sua lunga esperienza. Non mancherà di soprenderci per le numerose novità assolute in questo campo, novità regolarmente disconosciute dai piu’ piccoli (piccoli imprenditori, architetti, addirittura uffici tecnici comunali…)

Tra le novità piu’ importanti é da ricordare che per INIZIARE un piano di scavo, ora chiamato “piano di utilizzo“, bisognerà inoltrare le pratiche 90 giorni prima dell’inizio dei lavori. Nella realtà, quasi tutti ci pensano a cantiere già avviato incorrendo dal decorrere del 1 gennaio 2013 (sebbene il decreto sia già attivo dal 6 ottobre 2012, vi à un margine temporale di adattamento) in probabili  sospensioni amministrative  e problemi legali.

I 90 giorni di preavviso sono inoltre il primo passo perché bisognerà attendere l’autorizzazione comunale per validare il piano di utilizzo, autorizzazione che deve esserci obbligatoriamente a lavori fatti e conclusi pena l’annullamento della domanda del piano stesso e l’automatica ricaduta nella categoria di “traffico illegale di rifiuti”. Il problema di una veloce autorizzazione comunale non dovrebbe sussistere nei piccoli comuni, dice Francesco Nicolodi, ma in un comune elefantiaco come Milano la perdità di tempo nell’avanzamento della pratica potrà cozzare contro i tempi reali di avanzamento del cantiere.

Un’altra novità importante sarà quella che ogni camion in uscita dal cantiere dovrà avere un formulario dettagliato con quantità (volumi? peso?) ESATTA oltre che data, ora, destinazione, tragitto (con tanto di cartina allegata!). Il problema che si vede é nello stabilire l’esatta quantità caricata per ogni camion dato che nei cantieri manca una pesa e che una stima anche dei volumi é facilmente in errore. Ma queste difficoltà sul campo non valgono come scuse in caso di controlli volanti su strada,  con possibile conseguente sequestro del mezzo carico e chiusura del cantiere per tutto il corso dell’indagine penale.

Un altro punto dolente sarà il moltiplicacarsi dei costi di analisi (si richiedono un minimo di tre trincee e 9 campioni di analisi) che porteranno la spesa minima dagli attuali 300 euro a 1800 Euro e oltre per una costruzione di una villetta monofamilare.

La severità del decreto prevede anche l’obbligo di annumciare anche la fine dei lavori del piano di utilizzo pena la ricaduta automatica nell’illegalità.

Va da sè che il carico burocratico dell’intera pratica é pesantissimo con una documentazione che prevede perfino il tragitto dei camion, mappa urbanistica, architetturale di sottostrutture e servizi, descrizioni di metodologie oltre alla normalie prassi di una perizia geologica. Il tutto per portare via delle “terre e rocce da scavo”, un materiale inerte e non pericoloso.

In conclusione, al momento, la DM 162/12 penalizza i piccoli imprenditori, gli stessi geologi, favorisce l’illegalità (come sta vvenendo) mentre assume pieno senso per le grandi opere.

Per i numerosi dettagli della normativa, si consiglia di contattare direttamente francesco.nicolodi (AT)foldtani.it che puo spiegare il tutto con la chiarezza, cortesia e professionalità che gli si riconoscono.

Il video illustrativo

 

Vedere anche questi link utili:

studio legale specializzato in questioni ambientali:

Decreti leggi, sito ufficiale http://www.normattiva.it

e inoltre