Sul nuovo foglio “Mendrisio 1373” della carta geologica svizzera
Il nuovo foglio “Mendrisio” della carta geologica svizzera (2018)

E’ apparso ormai da piu’ di un anno il nuovo foglio “Mendrisio 1373” della carta geologica svizzera ad opera del prof. Bernoulli ed una squadra di giovani e meno giovani collaboratori.

Il “foglio” é una pubblicazione che contiene la carta geologica vera e propria, le note esplicative e dei foglietti con sezioni geologiche.

Un cognome impegnativo quello di Daniel Bernoulli, nostro professore durante l’ultimo anno al Poli di Zurigo. Obbligo “naturale” ad eccellere che però ha mantenuto in pieno. Proveniente dall’Università di Basilea fu chiamato nel 1987 per sostituire la cattedra forse più importante di allora, quella del leggendario e autorevole prof. Trümpy, prossimo alla pensione, in seguito insignito del titolo “emerito”.
Oggi scomparso, Trümpy lo ricordiamo per le sue memorabili lezioni sulla geologia della Svizzera (per interderci aveva sia una corporatura, sia un modo di parlare e quindi di humour che ricordava molto Alfred Hitchcok).
Una curiosità: quando si entra nell’edificio del dipartimento di Scienze della Terra dell’ETH di Zurigo al piano dell’esposizione e installazione permanenete FocusTerra (Gebäude NO, Sonneggstrasse 5, 8092 Zürich; entrata libera)  un po’ allo stesso modo della basilica di San Paolo fuori le mura a Roma che contiene sotto il soffitto lunette raffiguranti  tutti i Papi succedutisi da Pietro in poi, così si possono osservare sui quei muri a Zurigo i nomi  a caratteri d’oro di geologi illustri del passato: gli ultimi che ho letto sono del “nostro” Ganser e Trümpy appunto.

Bernoulli ci conosce molto bene, lavora alla geologia del Mendrisiotto (e per la verità anche del sud Europa, zona balcanica e Grecia in primis, ma non solo, lui geologo di ricerca pura come oggi pochi) dagli anni 70 del secolo scorso, studi poi sfociati in una sua tesi di dottorato fondamentale per noi . Parla anche bene l’italiano.

Ma veniamo ad una recensione veloce della nuova carta geologica del foglio “Mendrisio”.
Per quanto riguarda le “note esplicative”, bisogna dire che la parte “classica” (Paleozoico, Mesozoico e Cenozoico, cioé prima del Quaternario) sono da leggere dalla A alla Z per capire il frutto di una ricerca durata una lunga vita. Il “prof.” é l’autorità vivente che più conosce il tema e bisogna solo ascoltarlo e leggerlo assieme a pochi altri autori ancora viventi (mi viene in mente Stefan Schmidt ad esempio).

Ma, con Bernouilli, il quaternario soprattutto prende una veste nuova. Si abbandona il modello di alloformazioni introdotto dal prematuramente scomparso prof. Bini (Uni Milano) per ritornare ad un concetto di suddivisioni degli strati sia in base temporale (primo, tardo, medio Plesitocene , Olocene) sia soprattutto, ed ecco il cambiamento, in base alla facies deposizionale e cioé in base agli ambienti naturali suddivisi per tipologia: fluviale, fluvio-glaciale, lacustre, ecc…. ). Bella anche l’indicazione granulometrica (ghiaie, sabbie, limi) per i depositi alluvionali recenti (Olocene).
Personalmente lo trovo un passo che semplifica di molto la trasmissione del sapere sul nostro territorio e quindi il lavoro per noi geologi “di campo” (cosa fosse veramente l’ “alloformazione di Besnate”, penso che pochi lo sapessero o ridordassero esattamente, ma tutti capiscono adesso quando leggono “deposito fluvio-glaciale precedente all’ultimo massimo glaciale”). Il Quaternario, é un periodo molto corto rispetto ad altri periodi geologici, ma molto difficile da studiare e riconoscere se si entra troppo nei dettagli, secondo me. Tra l’altro, da quando ho finito i miei studi, si é anche ripensato di retrodatare (nel 2009) il suo inizio a 2.58 mio di anni fa e di vedere in un sedimento anossico in Sicilia corrispondente al cambio di polarità magnetica terreste riscontrato in sedimenti dell’ocenao atlantico il suo campione guida (che é é presso Gela, Sicilia merdionale,…quella del Commisario Montalbano per intenderci) . Si puo’ vedere la localizzazione su Google Earth qui sotto:

Lo strato guida all’inizio (base) del quaternario in Sicilia…sotto il Pliocene, sopra…2.6 milioni di anni di sedimenti marini + dove e quando i primi sedimenti terrestri? sono stati erosi? + suolo pedologico. Abbastanza per fantasticare

Dopo una buona oretta di lettura e consultazione della carta geologica ho vissuto delle sorprese notevoli, tra cui:

  • il cordone morenico accanto al liceo non c’é piu a favore del Flysch Lombardo! Anche se personalmente si puo’ essere d’accordo concettualmente, quando sono andato a vedere sul posto non ho trovato nessun affioramento probante , né ho visto roccia quando un pino in cima alla collina é crollato per il vento (marzo 2019, vedi foto sottostante), anche se ciottoli e pezzi di Flysch si possono osservare effettivamente anche oggi ….Ho chiesto al prof. Bernoulli che naturalmente non puo’ confermare da una semplice foto, la sua é pero’ un’interpretazione che ci sta benissimo e che non ho problemi a condividere.
  • Il colle di San Antonio di Balerna non é piu’ tutto appartenente al conglomerato di Pontegana (Messiniano) ma é ora riferibile al pleistocene (quaternario). Un salto di una manciata di milioncini di anni.
Il pino caduto per il vento sopra la collina di Flysch Lombardo…secondo la nuova interpreatzione. Prima era una forma morenica…
Ingrandimento della foto sopra

Per concludere, questo “foglio di Mendrisio” della carta geologica svizzera é un documento eccezionale: il libretto delle note é ben scritto e sintetico. I confini nazionali scompaiono per allungare giustamente le descrizioni e spiegazioni paleoambientali e stratigrafiche al comasco, al varesotto e alla Brianza. Cosa rara da vedere solo qualche anno fa, in mancanza della “globalizzazione” ed Internet.

La sezione “profili” é anche molto ben fatta, grazie al lavoro di una vita di Bernoulli. Vi é perfino un profilo che racchiude un “tentativo” (si dice proprio così, é giusto e normale, ma viva la modestia!) di interpretazione della geologia profonda! Bellissimo.

nelle sezioni geologiche,, impossibile mancare una “visita” alla valle sommersa della Valle della Motta (Novazzano-Genestrerio)

Il capitolo idrogeologia, a cura di Simona Bronzini, oggi collaboratrice della SPAAS di Bellinzona é breve ma essenziale nelle sue descrizioni a questa scala (1:25:000) ed é una buona visione generale sul tema, in linea con il resto della guida . Certo, a guardare bene (ad esempio la piana di Chiasso, la zona attorno al pozzo Gerbo di Genestrerio, sono molto piu’ eterogenee e complesse man mano che si scende su scale piu’ piccole e vi si deve lavorare, ma non é così forse per tutta la geologia e soprattutto quella del Quaternario?)

Fra le note meno positive, le scelte dei colori a stampa. I colori del quaternario, ad esempio, sono spesso poco distingubili tra di loro (la versione digitale del portale swisstopo della stessa carta geologica é molto piu’ chiara avendo colori nettamente distinguibili) e sicuramente i caratteri sono così minuscoli da esigere una vista ottima..o una lente di ingrandimento.

La simbologia di sinclinali e anticlinali é praticamente quasi impossibile da distinguere sulla carta.

tutto in basso…anticlinale e sinclinale sono quasi impossibili da distinguere

Si potrebbe desiderare come aggiunta un indice dei termini importanti e delle formazioni geologiche (ad esempio, “gonfolite”, “conglomerato di Pontegana”,ecc.) con l’indicazione delle pagine dove si citano (forse in futuro una versione digitale su Kindle delle note? In questo formato, la ricerca di termini, la consultazione “a salti” i e la navigazione sarebbero di molto facilitate)

Nell’insieme, un documento dai contenuti a cinque stelle, una stella in meno per alcune scelte grafiche della carta geologica stampata su carta.

Complimenti al Prof. Bernoulli e a tutti coloro che vi hanno lavorato!

Sul nuovo foglio “Mendrisio 1373” della carta geologica svizzera

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